Sara Grilli - La Stanza Delle Pietre e del Cielo
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Sara Grilli

Quando mi chiedono da cosa è nato questo lavoro , dentro di me sento di avere diverse ragioni. Denunciare prima di tutto,  ma anche raccontare una storia. Quando gli uomini erano sani e qualcosa è andato storto.

L’arte si è sempre adoperata nell’intento di mostrare l’Altro, l’ esistenza di qualcosa che va aldilà delle norme sociali convenzionali. Diversamente, noi proviamo a farlo senza diaframmi, senza personaggi romanzati,  potremmo dire, aggredendo lo spettatore attraverso dosi massicce di vita reale.

Se oggi questo documentario esiste, bisogna ringraziare la generosa collaborazione di Dario Stefano Dell’Aquila, Francesco Maranta, che un anno fa mi diedero subito disponibilità immediata e totale, oltre al prezioso materiale. Una lezione di umiltà che tutti dovrebbero imparare. Strada facendo arrivò anche la partecipazione di Adolfo Ferraro e Sabatino Catapano che aggiunsero valore con la loro testimonianza.

Da questo studio è emerso che il luogo di reclusione contribuisce  all’accentuazione del disagio psichico: L’OPG È un sistema di reclusione bipolare,  giudiziario e psichiatrico; vedremo come questa combinazione generò crimini e atrocità che si perpetuarono nel tempo e nella storia dei manicomi criminali.  Il cuore del film si snoda su 7 punti che mostrano come,  coloro che vi entrarono non ne uscirono più se non come “malati”.

La prima volta che andai all’EX OPG di Sant’Eframo, l’unico visitabile grazie al sensibile recupero della memoria del collettivo che lo occupò nel 2015,  sembrava quasi di poter toccare le vite di quei corridoi, la solitudine di quelle stanze, i passi, il rumore di ferraglie, parole e frasi impresse nei muri, come quelle di un ex internato che scrisse a penna sotto al numero della sua cella “La stanza delle pietre e del cielo. La signora. La Madonna” non era difficile capire che la storia si stava scrivendo da sola.

È con queste parole rubate all’oblio che vogliamo cominciare.